Lo Studio

Chi Siamo e Cosa Facciamo

Studio Associato di Progettazione

ASSOCIATI:  Geom.Stefano Domeniconi, Geom.Michele Tomassini, Arch.Alessia Tonini, Geom. Ermanno Zanotti.
Collaboratori: Geom.Anera Niksic, Geom.Mattia Zoffoli

Lo Studio Associato di Progettazione Area 52 nasce dall’esigenza di mettere insieme un team di professionisti capaci di affrontare con la massima efficienza e professionalità tutti gli aspetti legati alla progettazione, realizzazione e gestione di manufatti architettonici civili ed industrali,  avendo come traguardo prioritario quello di una consulenza personalizzata continua, plasmata sulle reali esigenze del cliente.

La nostra MISSION “Creazione di Valore”: stabilire con i nostri Clienti e la nostra rete di Collaboratori un sistema efficace ed efficiente di relazioni capaci di tradursi in una prospettiva comune di crescita e di valore economico, raggiungendo obiettivi di qualità con impegno e competenza.

Carta dei Servizi
Politica per la Qualità

Servizi Professionali

Tutti i modi in cui possiamo aiutarti

Progettazione Edilizia

Progettazione completa nella realizzazione di fabbricati civili ed industriali, accompagna il cliente nelle delicate fasi di scelta ed indirizzo progettuale fino alla realizzazione concreta dell'opera . Lo scopo è soddisfare pienamente le reali esigenze del cliente indirizzandolo verso scelte consapevoli.

Sicurezza e Prevenzione

Sicurezza nei luoghi di lavoro e valutazione dei rischi nelle costruzioni. In tali ambiti lo studio Area52 ha maturato una consolidata esperienza di ausilio a privati ed imprese che gli permette di affiancare il cliente nelle delicate fasi di gestione della sicurezza in progettazione ed esecuzione di lavori edili e costruzioni.

Interior Design

Una avanzata preparazione nella progettazione e realizzazione di ambienti interni ed arredi, permette di ottenere risultati di alto profilo visivo e di comfort, con una particolare attenzione ai dettagli costruttivi, alla gestione del cantiere e delle opere realizzate.

Progettazione Energetica

Progetti, verifiche, diagnosi, certificazioni e benefici fiscali, in riferimento all'isolamento termico ed impiantistico edilizio al fine di rendere gli spazi di vita confortevoli e ridurre i consumi energetici dei fabbricati nel rispetto dell'ambiente.

Consulenze per Amministratori di Immobili

Servizi tecnici di supporto all'amministratore di immobili. Tabelle millimesimali, lavori straordinari, contrati e appalti, gestione delle manutenzioni, analisi tecniche e perizie, direzione lavori, contabilità gestione della sicurezza, gestione delle assemblee decisionali.

Consulenze Tecnico - Legali

Consulenze tecnico-legali di alto livello permettono di affrontare svariati aspetti riguardanti la normativa sugli immobili e tutte valutazioni tecnico-economiche ad essi collegati. (Due Diligence, Perizie, Stime, Fattibilità, Assistenza alle Compravendite, Divisioni Patrimoniali, ecc.)

Rilievi, Topografia e Catasto

Rilievi topografici, accatastamenti nuove costruzioni, variazioni, frazionamenti, tipi mappali, tipi particellari, volture, visure ipocatastali, istanze, rettifiche, consulenze fiscali sugli immobili.

Progettazione Edilizia

Progettazione completa nella realizzazione di fabbricati civili ed industriali, accompagna il cliente nelle delicate fasi di scelta ed indirizzo progettuale fino alla realizzazione concreta dell'opera . Lo scopo è soddisfare pienamente le reali esigenze del cliente indirizzandolo verso scelte consapevoli.

Interior Design

Una avanzata preparazione nella progettazione e realizzazione di ambienti interni ed arredi, permette di ottenere risultati di alto profilo visivo e di comfort, con una particolare attenzione ai dettagli costruttivi, alla gestione del cantiere e delle opere realizzate.

Consulenze Tecnico - Legali

Consulenze tecnico-legali di alto livello permettono di affrontare svariati aspetti riguardanti la normativa sugli immobili e tutte valutazioni tecnico-economiche ad essi collegati. (Due Diligence, Perizie, Stime, Fattibilità, Assistenza alle Compravendite, Divisioni Patrimoniali, ecc.)

Sicurezza e Prevenzione

Sicurezza nei luoghi di lavoro e valutazione dei rischi nelle costruzioni. In tali ambiti lo studio Area52 ha maturato una consolidata esperienza di ausilio a privati ed imprese che gli permette di affiancare il cliente nelle delicate fasi di gestione della sicurezza in progettazione ed esecuzione di lavori edili e costruzioni.

Progettazione Energetica

Progetti, verifiche, diagnosi, certificazioni e benefici fiscali, in riferimento all'isolamento termico ed impiantistico edilizio al fine di rendere gli spazi di vita confortevoli e ridurre i consumi energetici dei fabbricati nel rispetto dell'ambiente.

Rilievi, Topografia e Catasto

Rilievi topografici, accatastamenti nuove costruzioni, variazioni, frazionamenti, tipi mappali, tipi particellari, volture, visure ipocatastali, istanze, rettifiche, consulenze fiscali sugli immobili.

Consulenze per Amministratori di Immobili

Servizi tecnici di supporto all'amministratore di immobili. Tabelle millimesimali, lavori straordinari, contrati e appalti, gestione delle manutenzioni, analisi tecniche e perizie, direzione lavori, contabilità gestione della sicurezza, gestione delle assemblee decisionali.

Realizzazioni

Alcuni dei nostri lavori migliori …

News e Consigli

News, informazioni e consigli dagli esperti di Area52
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LINEA VITA IN EMILIA ROMAGNA

Linee vita in Emilia Romagna: la normativa
La legge di riferimento generale ad oggi a livello nazionale risulta essere il Testo Unico sulla Sicurezza Dlg.81/2008 con le successive modifiche ed integrazioni.

Per molte attività puntuali che si effettuano tradizionalmente su un tetto quali ispezioni, sostituzione di alcuni elementi del manto di copertura, lavori su antenne, pulizia e manutenzione di impianti fotovoltaici, pulizia delle grondaie, pulizia di camini, ecc. le linee vita sono di fatto il sistema con il miglior rapporto Efficacia/Costi.

Nel 2009 la Regione Emilia Romagna ha approvato la Legge Regionale 2 marzo 2009, n. 2 – Tutela e sicurezza del lavoro nei cantieri edili e di ingegneria civile, che rafforza i concetti espressi nel testo unico dlg. 81/08 in merito all’obbligo di prevedere misure di protezione per “lavori particolarmente pericolosi” successivi alla realizzazione dell’opera, consentendo ai comuni di intervenire sui regolamenti urbanistici ed edilizi (sostanzialmente subordinando il rilascio di titoli di abitabilità ed agibilità alla presenza di linee vita sul tetto) e delegando prescrizioni più dettagliate a disposizioni successive.

Nel 2013 è stato approvato l’atto 149/2013 “Atto di indirizzo e coordinamento per la prevenzione delle cadute dall’alto nei lavori in quota nei cantieri edili e di ingegneria civile, ai sensi dell’art. 6 della L.R. 2 marzo 2009, n. 2; dell’articolo 16 della legge regionale 24 marzo 2000, n. 20”.

L’atto è corredato di un allegato che rappresenta di fatto il primo regolamento tecnico per le linee vita in Emilia Romagna.

Il regolamento è stato aggiornato nel 2015 con la versione attualmente in vigore: Deliberazione della giunta regionale 15 giugno 2015, N. 699: Approvazione nuovo “Atto di indirizzo e coordinamento per la prevenzione delle cadute dall’alto nei lavori in quota nei cantieri edili e di ingegneria civile”

Quando vi è l'obbligo di installazione di linee vita in Emilia Romagna
Situazioni nelle quali è richiesto il montaggio di un “sistema permanente di ancoraggi”.
- interventi di nuova costruzione;
- interventi sulla copertura degli edifici esistenti subordinati a segnalazione certificata di inizio attività SCIA, o rientranti nell’attività edilizia libera e interventi soggetti a comunicazione;
- interventi sulle facciate di edifici esistenti con FVCM relativi ad almeno una intera facciata vetrata;

Quanto sopra rappresenta il minimo di legge per l'obbligatorietà che, comunque, non esime le responsabilità legate al Proprietario Amministratore qualora avvengano lavorazioni sulla copertura.

Responsabilità del Committente: Proprietario o Amministratore
La diretta responsabilità civile e penale dell’incolumità del lavoratore è del committente: così come per una casa privata questo è da individuarsi nel proprietario (o avente titolo), allo stesso modo per un condominio il committente da individuarsi nella persona dell’Amministratore che, per conto del condominio, svolge la funzione del datore di lavoro nei confronti dell’operatore.

Il Proprietario-Amministratore, inoltre, non è solamente responsabile della presenza delle necessarie misure di sicurezza, ma è pure responsabile del loro corretto utilizzo e funzionamento nonché dell’esecuzione delle verifiche periodiche (annuali nel caso delle linee vita) le quali devono essere attestate dalle relative certificazioni.

Va comunque sottolineato che nel caso vengano svolti lavori in copertura da parte di ditte o lavoratori autonomi, la presenza o meno di un sistema di ancoraggio (linee vita) sulla copertura, aiuta a sgravare le pesanti responsabilità da parte del committente-proprietario-amministratore, il quale deve in ogni caso preoccuparsi delle modalità di lavoro “in sicurezza” da svolgere sulla sua proprietà.

Installare e verificare il corretto funzionamento delle linee vita e degli altri sistema di protezione, quindi, è un’operazione necessaria che può salvare la vita dei lavoratori e, nello stesso tempo, assolve l’obbligo di legge a cui è sottoposto il committente sgravandolo dalle relative responsabilità.

Detrazioni fiscali ed Iva Agevolata
Nel caso in cui l’installazione dei dispositivi anti-caduta avvenga contestualmente ai lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento, ristrutturazione edilizia, sotto contratto di appalto, la fornitura e posa (con relativo elaborato tecnico progettuale) della Linee Vita rientra tra le opere ammesse alla detrazione fiscale e al beneficio dell'Iva agevolata.

Geom. Stefano Domeniconi
Ing. Lorenzo Tombini

#sicurezza #lineevita
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LINEA VITA IN EMILIA ROMAGNA

Linee vita in Emilia Romagna: la normativa
La legge di riferimento generale ad oggi a livello nazionale risulta essere il Testo Unico sulla Sicurezza  Dlg.81/2008 con le successive modifiche ed integrazioni.

Per molte attività puntuali che si effettuano tradizionalmente su un tetto quali ispezioni, sostituzione di alcuni elementi del manto di copertura, lavori su antenne, pulizia e manutenzione di impianti fotovoltaici, pulizia delle grondaie, pulizia di camini, ecc. le linee vita sono di fatto il sistema con il miglior rapporto Efficacia/Costi.

Nel 2009 la Regione Emilia Romagna ha approvato la Legge Regionale 2 marzo 2009, n. 2 – Tutela e sicurezza del lavoro nei cantieri edili e di ingegneria civile, che rafforza i concetti espressi nel testo unico dlg. 81/08 in merito all’obbligo di prevedere misure di protezione per  “lavori particolarmente pericolosi” successivi alla realizzazione dell’opera, consentendo ai comuni di intervenire sui regolamenti urbanistici ed edilizi (sostanzialmente subordinando il rilascio di titoli di abitabilità ed agibilità alla presenza di linee vita sul tetto) e delegando prescrizioni più dettagliate a disposizioni successive.

Nel 2013 è stato approvato l’atto 149/2013  “Atto di indirizzo e coordinamento per la prevenzione delle cadute dall’alto nei lavori in quota nei cantieri edili e di ingegneria civile, ai sensi dell’art. 6 della L.R. 2 marzo 2009, n. 2; dell’articolo 16 della legge regionale 24 marzo 2000, n. 20”.

L’atto è corredato di un allegato che rappresenta di fatto il primo regolamento tecnico per le linee vita in Emilia Romagna.

Il regolamento è stato aggiornato nel 2015 con la versione attualmente in vigore: Deliberazione della giunta regionale 15 giugno 2015, N. 699:  Approvazione nuovo “Atto di indirizzo e coordinamento per la prevenzione delle cadute dall’alto nei lavori in quota nei cantieri edili e di ingegneria civile”

Quando vi è lobbligo di installazione di linee vita in Emilia Romagna
Situazioni nelle quali è richiesto il montaggio di un “sistema permanente di ancoraggi”.
- interventi di nuova costruzione;
- interventi sulla copertura degli edifici esistenti subordinati a segnalazione certificata di inizio attività SCIA, o rientranti nell’attività edilizia libera e interventi soggetti a comunicazione;
- interventi sulle facciate di edifici esistenti con FVCM relativi ad almeno una intera facciata vetrata;

Quanto sopra rappresenta il minimo di legge per lobbligatorietà che, comunque, non esime le responsabilità legate al Proprietario Amministratore qualora avvengano lavorazioni sulla copertura.

Responsabilità del Committente: Proprietario o Amministratore
La diretta responsabilità civile e penale dell’incolumità del lavoratore è del committente: così come per una casa privata questo è da individuarsi nel proprietario (o avente titolo), allo stesso modo per un condominio il committente da individuarsi nella persona dell’Amministratore che, per conto del condominio, svolge la funzione del datore di lavoro nei confronti dell’operatore. 

Il Proprietario-Amministratore, inoltre, non è solamente responsabile della presenza delle necessarie misure di sicurezza, ma è pure responsabile del loro corretto utilizzo e funzionamento nonché dell’esecuzione delle verifiche periodiche (annuali nel caso delle linee vita) le quali devono essere attestate dalle relative certificazioni.

Va comunque sottolineato che nel caso vengano svolti lavori in copertura da parte di ditte o lavoratori autonomi, la presenza o meno di un sistema di ancoraggio (linee vita) sulla copertura, aiuta a sgravare le pesanti responsabilità da parte del committente-proprietario-amministratore, il quale deve in ogni caso preoccuparsi delle modalità di lavoro “in sicurezza” da svolgere sulla sua proprietà.

Installare e verificare il corretto funzionamento delle linee vita e degli altri sistema di protezione, quindi, è un’operazione necessaria che può salvare la vita dei lavoratori e, nello stesso tempo, assolve l’obbligo di legge a cui è sottoposto il committente sgravandolo dalle relative responsabilità.

Detrazioni fiscali ed Iva Agevolata
Nel caso in cui l’installazione dei dispositivi anti-caduta avvenga contestualmente ai lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento, ristrutturazione edilizia, sotto contratto di appalto, la fornitura e posa (con relativo elaborato tecnico progettuale) della Linee Vita rientra tra le opere ammesse alla detrazione fiscale e al beneficio dellIva agevolata.

Geom. Stefano Domeniconi
Ing. Lorenzo Tombini

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DOPO LE VACANZE ESTIVE TORNA LA VOGLIA DI CASA....ULTIME TENDENZE
La tendenza che oggi accompagna le trasformazioni della casa moderna, è sempre meno strutturata e sempre più smart. Il modo di pensare e organizzare uno spazio casa è in continua evoluzione, come il modo di raccontarlo.
Cambia il modo di vivere la zona living, sempre più multifunzionale e aperta, inclusiva. E di conseguenza, cambiano i divani. La tendenza li vuole modulari, versatili e componibili, in linea con le trasformazioni dell'abitare contemporaneo. I tappeti, non più semplici elementi decorativi ma storie di eccellenza e artigianalità, rivendicano il ruolo di nuovi protagonisti degli spazi.
Se un tempo il set sala da pranzo si acquistava in blocco, ora la scelta è libera e le sedie possono essere una diversa dall’altra. La sedia, recupera tradizioni artigianali antiche, si veste di tessuti dai colori pastello, le strutture sono in metallo, esili sostegni che rendono tutto più leggero. Diverso è il trend per il tavolo, protagonista della sala da pranzo o del living open space. Le basi sono scultoree e si accostano spesso a piani in cristallo o piani materici. Lo spazio domestico, il cucinare, è sempre più fluido e aperto verso le altre zone della casa, che richiede soluzioni efficienti, intelligenti e modulari. Il letto, è proposto di tessuto e legno, che sono i materiali principe delle nuove proposte, molti brand dell’arredo collaborano con editori tessili per creare ‘vestiti’ su misura coordinati alla biancheria, che cambia seguendo il mood di stagione.
Le soluzioni luminose che uniscono le nuove tecnologie e design dal forte impatto scenico, cambiano radicalmente l'aspetto delle lampade sempre più compatte, filiformi e flessibili, anche nell’uso.
Il confine tra ambiente interno ed esterno tende a scomparire. Arredi per terrazzi e giardini un tempo spartani oggi sono raffinatissimi, con dovizia di dettagli tecnici, materiali pregiati e tessuti ricercati.
Il nostro piccolo racconto si conclude, consigliando ai curiosi di design, una visita al prossimo salone del mobile 2020.
arch. Alessia Tonini
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CREA LA GIUSTA ATMOSFERA NEL TUO GIARDINO
Vista la crescente domanda su come valorizzare il vostro piccolo grande spazio verde, vi presentiamo la figura del progettista illuminotecnico, figura professionale che, in sinergia con l'architetto progettista, da concretezza alle esigenze del committente: questa la figura del Lighting Designer o Progettista Illuminotecnico.
Il lighting designer definisce intensità, orientamento e temperatura di colore dei vari corpi illuminanti da inserire nel progetto giardino. Infatti l’orientamento dei punti luce da esterno gioca un ruolo fondamentale per non disperdere la luce. La luce dei faretti da giardino ad esempio se male posizionati può comportare un effetto estetico scadente, inquinamento luminoso e, quel che è peggio, abbagliamenti.
Un’altra scelta da impostare è la temperatura di colore della luce (Norma UNI 12464):
1. Luce Bianco Caldo ( Warm White ) per temperature inferiori a 3300 K
2. Luce Bianco Neutro ( Neutral White) per temperature comprese tra 3300 K e 5300 K
3. Luce Bianco Freddo ( Cool White ) per temperature superiori a 5300 K
Si può, quindi, dire che per ogni settore del nostro giardino o della nostra area la temperatura della luce ideale dipende da molteplici fattori, legati al tipo di fruibilità dell'ambiente, dallo stile dai materiali utilizzati, lo stile ed i modelli dell’illuminazione per giardino che andranno poi scelti tra committente, Architetto e Lighting Designer.
L'illuminazione esterna, permette di esaltare gli spazi, generare emozioni, rendere più confortevole il vostro soggiorno tra piante e fiori nei momenti di relax, comodamente seduti su una poltroncina, accanto a un tavolino da esterno o dolcemente abbandonati su un’amaca.
Per illuminare il giardino di casa in maniera ottimale occorre innanzitutto capire qual è il tuo obiettivo, capire cosa valorizzare, valutare bene dimensioni, spazi, forme e caratteristiche funzionali. Al termine delle scelte e del lavoro il confort visivo ottenuto, rispettoso dell’ambiente, è quello che vi permette di vivere il vostro spazio verde in ogni momento dell'anno.
arch. Alessia Tonini
lighting designer arch. Paolo Pedrizzi
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CONFORMITA' URBANISTICA IMMOBILIARIE: LA TUA CASA E' CONFORME?

Ogni immobile è legittimato e reso conforme alla normativa edilizia con un progetto depositato presso il comune in cui è stato realizzato.

Conoscere la conformità edilizia e urbanistica è una informazione necessaria in caso di compra-vendita, richiesta di un mutui, stime ed altre situazioni in cui risulta importante essere certi della compra-vendibilità dell'immobile e del suo valore di mercato e, comunque, nei casi in cui si possa dubitare della “bontà” del manufatto che si possiede.

In estrema sintesi e semplificando al massimo, la corrispondenza tra il progetto depositato in comune e lo stato di fatto reale definisce o meno la regolarità urbanistico-edilizia dell'immobile.

Ogni immobile, per essere realizzato o modificato, deve essere autorizzato da un procedimento amministrativo denominato Titolo Abilitativo.
La normativa di riferimento fondamentale per l'Italia è attualmente il Testo Unico dell'Edilizia DPR 380/01 e per la regione Emilia Romagna e la Legge Regionale 15/2013 e s.m.i. 23/2004 e s.m.i.

I titolo abilitativi fondamentali con cui può essere autorizzato un edificio sono stati diversi negli anni:
Abbiamo per prima la Licenza Edilizia: dal 1942 con la Legge 1150; poi la Concessione Edilizia: dal 1977 con la Legge 10/77; ed il Permesso di Costruire: dal 2003 con il TUE DPR 380/01.
Sono stati introdotti, poi sempre dal TUE Dpr 380/01 anche in edilizia dei Titoli Abilitativi completamente asseverati dal professionista abilitato, DIA e SCIA (oltre a CIL e CILA più recenti), che agisce in qualità di pubblico ufficiale.

I Condoni Edilizi “concorrono o determinano” anch'essi a rendere un immobile regolare dal punto di vista urbanistico-edilizio. I condoni sino ad ora sono stati tre: nel 1985, nel 1994, nel 2003.

Per immobili precedenti al 1942 si considera, tipicamente, come legittimità urbanistica la planimetria catastale d'impianto del 1939-1940 ma ci possono essere anche altre modalità, in funzione del comune e della regione in cui è realizzato l'immobile.

Di norma le responsabilità collegate alla conformità urbanistica in caso di compravendita non sono a carico del notaio (come erroneamente si potrebbe pensare) ma, bensì, del venditore, che per tutelarsi può affidare la redazione di una analisi di conformità ad un Tecnico abilitato.
Il Tecnico abilitato, può o non può, attestarne al conformità al/ai progetto/i presentato/i in base ad una analisi tecnica che può avere diversi livelli complessità in funzione della “storia” dell'immobile e questa analisi ha spesso possibili ricadute sul valore del medesimo.

E', quindi, importante impostare una analisi tecnica per determinare la conformità urbanistica ed edilizia di un bene immobile che comprenda accessi agli atti comunali, sopralluoghi, misurazioni e comparazioni.

Il consiglio è, quindi, di diffidare da analisi fatte via internet o da valutazioni superficiali senza sopralluoghi e di affidarsi, invece, ad un tecnico abilitato che possa certificare la propria competenza professionale in materia.

www.area52.it
#urbanistica
#edilizia
#compravendita
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CONFORMITA URBANISTICA IMMOBILIARIE: LA TUA CASA E CONFORME?

Ogni immobile è legittimato e reso conforme alla normativa edilizia con un progetto depositato presso il comune in cui è stato realizzato.

Conoscere la conformità edilizia e urbanistica è una informazione necessaria in caso di compra-vendita, richiesta di un mutui, stime ed altre situazioni in cui risulta importante essere certi della compra-vendibilità dellimmobile e del suo valore di mercato e, comunque, nei casi in cui si possa dubitare della “bontà” del manufatto che si possiede.

In estrema sintesi e semplificando al massimo, la corrispondenza tra il progetto depositato in comune e lo stato di fatto reale definisce o meno la regolarità urbanistico-edilizia dellimmobile.

Ogni immobile, per essere realizzato o modificato, deve essere autorizzato da un procedimento amministrativo denominato Titolo Abilitativo. 
La normativa di riferimento fondamentale per lItalia è attualmente il Testo Unico dellEdilizia DPR 380/01 e per la regione Emilia Romagna e la Legge Regionale 15/2013 e s.m.i. 23/2004 e s.m.i.

I titolo abilitativi fondamentali con cui può essere autorizzato un edificio sono stati diversi negli anni:
Abbiamo per prima la Licenza Edilizia: dal 1942 con la Legge 1150; poi la Concessione Edilizia: dal 1977 con la Legge 10/77; ed il  Permesso di Costruire: dal 2003 con il TUE DPR 380/01.
Sono stati introdotti, poi sempre dal TUE Dpr 380/01 anche in edilizia dei Titoli Abilitativi completamente asseverati dal professionista abilitato, DIA e SCIA (oltre a CIL e CILA più recenti), che agisce in qualità di pubblico ufficiale.

I Condoni Edilizi “concorrono o determinano” anchessi a rendere un immobile regolare dal punto di vista urbanistico-edilizio. I condoni sino ad ora sono stati tre: nel 1985, nel 1994, nel 2003.

Per immobili precedenti al 1942 si considera, tipicamente, come legittimità urbanistica la planimetria catastale dimpianto del 1939-1940 ma ci possono essere anche altre modalità, in funzione del comune e della regione in cui è realizzato limmobile.

Di norma le responsabilità collegate alla conformità urbanistica in caso di compravendita non sono a carico del notaio (come erroneamente si potrebbe pensare) ma, bensì, del venditore, che per tutelarsi può affidare la redazione di una analisi di conformità ad un Tecnico abilitato.
Il Tecnico abilitato, può o non può, attestarne al conformità al/ai progetto/i presentato/i in base ad una analisi tecnica che può avere diversi livelli complessità in funzione della “storia” dellimmobile e questa analisi ha spesso possibili ricadute sul valore del medesimo.

E, quindi, importante impostare una analisi tecnica per determinare la conformità urbanistica ed edilizia di un bene immobile che comprenda accessi agli atti comunali, sopralluoghi, misurazioni e comparazioni.

Il consiglio è, quindi, di diffidare da analisi fatte via internet o da valutazioni superficiali senza sopralluoghi e di affidarsi, invece, ad un tecnico abilitato che possa certificare la propria competenza professionale in materia.

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Trasformazione di un vecchio fabbricato allo stato grezzo, in una modernissima Villa in classe A4! Il percorso è stato completato con estrema soddisfazione del fortunato cliente! Stay Tuned.... by Area52

#edilizia
#energetica
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E' ormai chiarito attraverso vari studi (tra cui quello l’Organizzazione Mondiale della Sanità) che ambienti troppo umidi o troppo secchi e mal ventilati causano malattie respiratorie e allergie di vario tipo, pertanto nelle nostre case o ambienti di lavoro (nei quali soprattutto in inverno trascorriamo molte ore), per vivere in modo sano e salutare devono essere presenti (e monitorati in modo ottimale) sia la temperatura che l’umidità.

Come esseri umani ed in base alle nostre abitudini ognuno percepisce il freddo e il caldo in modo diverso, quindi, ovviamente esiste una componente soggettiva su cosa possa essere il clima ideale in casa.

Tuttavia esiste anche una componente medica, scientifica e oggettiva per determinare il clima più sano in cui vivere che indica quale sia la giusta temperatura e umidità degli ambienti di vita.

Sintetizzando al massimo si ritiene statisticamente che il corpo umano abbia “maggior percezione di benessere” con una temperatura dell'aria che oscilla dai 20°C a 24°C e ad una umidità relativa dell’aria che oscilla tra il 40% e il 60% a qualsiasi temperatura.

Con un livello di umidità molto basso (clima secco) temperature molto calde o molto fredde vengono meglio sopportate, ma si può ritenere mediamente che il miglior rapporto temperatura/ umidità ambientale almeno in inverno sia : 20°C di temperatura ambientale e 50% di umidità relativa ambientale.

Ovviamente tale condizione ideale è difficile da raggiungere e mantenere senza opportuni controlli ambientali e una gestione costante attraverso dispositivi che tipicamente sono di ventilazione meccanica controllata con umidificazione e deumidificazione.

Al di sotto del 40% di umidità relativa in casa il clima diventa troppo secco. Le mucose tendono a seccarsi e inaridirsi favorendo il proliferare di batteri e i virus con conseguenti malattie respiratorie di vario tipo. Tale condizione è particolarmente critica per i bambini che in vece necessiatano di ambienti piu umidificati (soprattutto nelle ore notturne)

Al di sopra del 60% di umidità relativa in casa il clima è troppo umido con conseguente rischio di formazione di condense superficiali ed interstiziali a ridosso di ponti termici che generano la successiva formazione di muffe, pollini, lieviti che prosperano favorendo allergie respiratore (va detto che sopra il 70% di umidità relativa il rischio condensa-muffa è certo).

In questi casi, se ci troviamo in una situazione esistente, la cosa migliore è partire da una analisi strumentale che, ambiente per ambiente, attraverso il rilevamento di temperatura e umidità relativa nelle 24 ore dia idea delle oscillazioni medie di questi valori per determinare concretamente i livelli raggiunti e dove ci sia l'effettivo rischio di formazione di condensa.

Sempre in una situazione esistente, per avere una umidità e temperatura ideale nelle nostre case avendo sotto controllo il problema di condensa, ovviamente, andranno fatte ulteriori analisi per capire il tipo di struttura portante e di tamponamento, il tipo di infissi, il livello di ventilazione, la presenza di ponti termici, il livello di umidità relativa e la temperatura ambiente nelle 24 ore attraverso anche una diagnosi energetica.

In caso di presenza di muffe si possono attuare nell'immediato interventi tampone per inibire il suo proliferare, utilizzando prodotti tipicamente a base di candeggiana ma, tale intervento, (consigliato nell'immediato come operazione emergenziale), in casi di condensazione e muffa estesa, non risolve assolutamente il problema alla radice.

Possono, in alcuni casi, venire in aiuto vernici addittivate con sostanze antivegetative ma, anche questa soluzione, se in presenza di umidità ambientale sopra il 70% non risulta efficace e duratura.

Quello che invece risulta efficace, a seguito delle analisi sopra indicate, (se si avrà riscontro di un eccesso di umidità che poi genera formazione di muffe) è operare su due fronti:

- Controllo dell'umidità relativa (in funzione della temperatura) e della corretta ventilazione degli ambienti (controllo strumentale);
- Analisi della struttura disperdente del fabbricato con i relativi ponti termici e interventi strutturali di isolamento termico all'involucro (muri, solai e infissi);

Il controllo dell'umidità relativa, oltre alla propensione e rischio muffa, porta a definire successivi interventi di utilizzo da parte degli occupanti ed impianstico per il controllo automatico della temperatura e dell'umidità.

L'analisi della struttura disperdente consente poi di intervenire per correggere gravi errori di progettazione del fabbricato agendo sulle cause e migliorando al contempo il rendimento energetico ed il comfort degli ambienti.

#energetica

#edilizia

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Stefano Domeniconi
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IL RUOLO E LE RESPONSABILITA' DEL COMMITTENTE NEI LAVORI EDILI

Il committente di un lavoro edile ha responsabilità precise in termini di sicurezza nei lavori edili che interessano il proprio immobilie, introdotte nel 1996 (Dlg 494/96), a seguito del recepimento di una direttiva europea.

Tale responsabilità, nonostante siano passati più di 20 anni dalla sua introduzione, non risulta affatto chiara ai potenziali committenti di lavori edili e va precisata in quanto introduce precise responsabilità civili e penali nei loro confronti...

CONTINUA SU:
www.area52.it/2018/03/02/ruolo-le-responsabilita-del-committente-nei-lavori-edili/

#sicurezza

#edilizia
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IL RUOLO E LE RESPONSABILITA DEL COMMITTENTE NEI LAVORI EDILI

Il committente di un lavoro edile ha responsabilità precise in termini di sicurezza nei lavori edili che interessano il proprio immobilie, introdotte nel 1996 (Dlg 494/96), a seguito del recepimento di una direttiva europea.

Tale responsabilità, nonostante siano passati più di 20 anni dalla sua introduzione, non risulta affatto chiara ai potenziali committenti di lavori edili e va precisata in quanto introduce precise responsabilità civili e penali nei loro confronti...

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#sicurezza

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VUOI UNA CASA CONFORTEVOLE?

Il comfort ambientale è quella particolare condizione di benessere determinata, in funzione delle percezioni sensoriali di un individuo inserito in un ambiente, da temperatura, umidità dell'aria, livello di rumorosità, luminosità rilevati all'interno dell'ambiente, benessere respiratorio e qualità aria (inquinanti in concentrazioni ritenute nocive per la salute dell’uomo)
Si distingue, quindi, tra benessere termo-igrometrico, benessere acustico, benessere luminoso e benessere respiratorio.

Naturalmente a noi interessa studiare e realizzare il miglior comfort ambientale all'interno di ambienti confinati che progettiamo quali abitazioni, uffici, attività, ecc.
Ci interessa consigliare e rendere chiari gli aspetti che vanno nella direzione del miglior comfort ambientale, (non potendo intervenire direttamente su fattori legati all'inquinamento esterno dell'aria), in quanto elementi essenziali per migliorare il benessere psicofisico degli ambienti abitati.
Va quindi considerato che una casa confortevole deve essere, in modo ottimale ed efficiente:
- riscaldata e raffrescata;
- isolata termicamente;
- isolata acusticamente;
- illuminata (con luce naturale/artificiale);

Queste prestazioni si raggiungono, non con il fai da te o con soluzioni improvvisate, ma utilizzando ditte specializzate ed avvalendosi di professionisti esperti nei singoli settori di riferimento, in quanto, la materia offre svariate soluzioni tecniche che non possono essere ad appannaggio di un singolo professionista.
Non basta neanche, peraltro, limitarsi al rispetto delle norme cogenti in materia, in quanto tali norme riferiscono limiti minimi il cui rispetto non sempre genera il comfort ambientale atteso.

Per questa ragione lo Studio di Progettazione Area52 mette a disposizione dei propri clienti le professionalità necessarie a rendere una progettazione e realizzazione di ambienti di vita confortevoli avendo riguardo al miglior investimento in termini economici, valutando le soluzioni ottimali alle esigenze specifiche del cliente, prospettando soluzioni tecniche con vari livelli di comfort ambientale.

Ph Pinterest + Archivio AREA52

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#edilizia
#interiordesign
#energetica
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GIARDINO: UN PANORAMA RITROVATO
Il giardino è un ingrediente necessario, ci accompagna in tutte le stagioni della nostra vita, rinnovarlo, integrarlo e ridisegnarlo, pur con occhi e strumenti differenti, comporta un buon mix tra progettista e committente.
Dopo un primo intervento "fai da te" non emozionante si è passati ad una nuova idea, integrando l’esistente con nuove essenze.
Si sono sostituite parzialmente essenze esistenti, rimodellate le siepi , valorizzando l’esistente autoctono e creando angoli profumati, con una fioritura presente per la maggior parte dell’anno.
Si è cercato di dare il giusto equilibrio tra estetica e praticità, richiesta dalla committenza.
Cominciare da zero un giardino può essere un modo per dare il benvenuto a un nuovo momento della nostra vita!
Arch. Alessia Tonini
#giardino #interiordesign
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Dall'esterno, agli interni....Stay tuned!!!
#interiordesign
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CASA COLONICA: ARREDAMENTO E DESIGN

Vedere è meglio che immaginare:
ecco perchè vi presentiamo l'intervento realizzato in una casa colonica che fa del contrasto tra modernità e tradizione
il suo punto di forza.
Gli spazi si susseguono fluidi, avvolti da una cornice rustica, con soffitti in legno contrapposti a pavimenti in ceramica con lastre di grandi dimensioni.
Gli interni sono molto sobri, ma originali.
Il design è minimal ma capace di trasmettere calore e rendere lo spazio molto luminoso.
Ed è proprio il calibrato mix tra materiali tradizionali del luogo, e materiali di gusto più contemporaneo, che crea una corrispondenza tra l’atmosfera della casa e la personalità di chi la abita.

Ph. archivio AREA52
#interiordesign
Lago
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COME CAMBIARE LOOK AL BALCONE?

Per chi vive in città le possibilità di avere un giardino sono pochissime, quasi nulle, ma per chi ha un balcone, o un terrazzo, è ancora possibile creare un angolo all’aperto dove rilassarsi, accogliere gli amici o prendere il primo sole.

Tre sono gli stili più attuali per gli accessori da terrazzo e da balcone: jungle, marina beach e natural chic.
I tessuti sono l’elemento che porta un tocco sorprendente agli spazi esterni, molto spesso con una spesa contenuta. Possono essere usati in molti modi, ad esempio per rivestire un paravento o per rivestire sedute e cuscini.
Allora diamo il via libera all’immaginazione nel relooking del balcone!

BALCONE O BISTROT?
Un tavolino pieghevole e due sedie in metallo sono tutto ciò che occorre per ritrovarsi catapultati nel dehors di un piccolo caffè: ecco avverato il sogno di fare colazione al bar tutte le mattine senza dover uscire di casa.

CUSCINI A VOLONTA'
Niente di più semplice: basta una “manciata” di cuscini di varie dimensioni per creare col minimo sforzo (fisico ed economico) un angolo morbido un po’ bohémien dove rilassarsi all’aria aperta.

TAPPETO MAGICO
Se pensavate a qualcosa di semplice per coprire il pavimento, un tappeto fa al caso vostro. Di colori neutri o con fantasie più elaborate, i tessili rendono sempre uno spazio più confortevole. Così anche sul balcone vi sentirete come se foste in salotto.

COME AL MARE
Non ce n’è, appena arriva un raggio di sole già sentiamo aria di vacanze. Allora perché non anticipare l’estate con un semplicissima mossa: recuperare la sdraio da spiaggia e sistemarla in balcone. In un attimo vi regalerà u’atmosfera più rilassata.

GIUNGLA
Il verde qui merita un posto d’onore. Il bello di avere un balcone è poterlo riempire di piante (se non avete il pollice verde vanno benissimo anche dei più autonomi cactus). Sfruttate le altezze, appendete i portavasi e usate il verde per nascondere un po’ il balcone da sguardi indiscreti.

LUCI O LUCCIONE?
Sarebbe un errore sfruttare il balcone solo per le giornate soleggiate. Con la giusta illuminazione si può creare un ambiente rilassante e romantico: bastano una stringa di lampadine o una lanterna per creare un'atmosfera da sogno.

#interiordesign
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Trasformazione di un vecchio fabbricato allo stato grezzo, in una modernissima Villa in classe A4! Il percorso è stato completato con estrema soddisfazione del fortunato cliente! Stay Tuned.... by Area52

#edilizia
#energetica
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E' ormai chiarito attraverso vari studi (tra cui quello l’Organizzazione Mondiale della Sanità) che ambienti troppo umidi o troppo secchi e mal ventilati causano malattie respiratorie e allergie di vario tipo, pertanto nelle nostre case o ambienti di lavoro (nei quali soprattutto in inverno trascorriamo molte ore), per vivere in modo sano e salutare devono essere presenti (e monitorati in modo ottimale) sia la temperatura che l’umidità.

Come esseri umani ed in base alle nostre abitudini ognuno percepisce il freddo e il caldo in modo diverso, quindi, ovviamente esiste una componente soggettiva su cosa possa essere il clima ideale in casa.

Tuttavia esiste anche una componente medica, scientifica e oggettiva per determinare il clima più sano in cui vivere che indica quale sia la giusta temperatura e umidità degli ambienti di vita.

Sintetizzando al massimo si ritiene statisticamente che il corpo umano abbia “maggior percezione di benessere” con una temperatura dell'aria che oscilla dai 20°C a 24°C e ad una umidità relativa dell’aria che oscilla tra il 40% e il 60% a qualsiasi temperatura.

Con un livello di umidità molto basso (clima secco) temperature molto calde o molto fredde vengono meglio sopportate, ma si può ritenere mediamente che il miglior rapporto temperatura/ umidità ambientale almeno in inverno sia : 20°C di temperatura ambientale e 50% di umidità relativa ambientale.

Ovviamente tale condizione ideale è difficile da raggiungere e mantenere senza opportuni controlli ambientali e una gestione costante attraverso dispositivi che tipicamente sono di ventilazione meccanica controllata con umidificazione e deumidificazione.

Al di sotto del 40% di umidità relativa in casa il clima diventa troppo secco. Le mucose tendono a seccarsi e inaridirsi favorendo il proliferare di batteri e i virus con conseguenti malattie respiratorie di vario tipo. Tale condizione è particolarmente critica per i bambini che in vece necessiatano di ambienti piu umidificati (soprattutto nelle ore notturne)

Al di sopra del 60% di umidità relativa in casa il clima è troppo umido con conseguente rischio di formazione di condense superficiali ed interstiziali a ridosso di ponti termici che generano la successiva formazione di muffe, pollini, lieviti che prosperano favorendo allergie respiratore (va detto che sopra il 70% di umidità relativa il rischio condensa-muffa è certo).

In questi casi, se ci troviamo in una situazione esistente, la cosa migliore è partire da una analisi strumentale che, ambiente per ambiente, attraverso il rilevamento di temperatura e umidità relativa nelle 24 ore dia idea delle oscillazioni medie di questi valori per determinare concretamente i livelli raggiunti e dove ci sia l'effettivo rischio di formazione di condensa.

Sempre in una situazione esistente, per avere una umidità e temperatura ideale nelle nostre case avendo sotto controllo il problema di condensa, ovviamente, andranno fatte ulteriori analisi per capire il tipo di struttura portante e di tamponamento, il tipo di infissi, il livello di ventilazione, la presenza di ponti termici, il livello di umidità relativa e la temperatura ambiente nelle 24 ore attraverso anche una diagnosi energetica.

In caso di presenza di muffe si possono attuare nell'immediato interventi tampone per inibire il suo proliferare, utilizzando prodotti tipicamente a base di candeggiana ma, tale intervento, (consigliato nell'immediato come operazione emergenziale), in casi di condensazione e muffa estesa, non risolve assolutamente il problema alla radice.

Possono, in alcuni casi, venire in aiuto vernici addittivate con sostanze antivegetative ma, anche questa soluzione, se in presenza di umidità ambientale sopra il 70% non risulta efficace e duratura.

Quello che invece risulta efficace, a seguito delle analisi sopra indicate, (se si avrà riscontro di un eccesso di umidità che poi genera formazione di muffe) è operare su due fronti:

- Controllo dell'umidità relativa (in funzione della temperatura) e della corretta ventilazione degli ambienti (controllo strumentale);
- Analisi della struttura disperdente del fabbricato con i relativi ponti termici e interventi strutturali di isolamento termico all'involucro (muri, solai e infissi);

Il controllo dell'umidità relativa, oltre alla propensione e rischio muffa, porta a definire successivi interventi di utilizzo da parte degli occupanti ed impianstico per il controllo automatico della temperatura e dell'umidità.

L'analisi della struttura disperdente consente poi di intervenire per correggere gravi errori di progettazione del fabbricato agendo sulle cause e migliorando al contempo il rendimento energetico ed il comfort degli ambienti.

#energetica

#edilizia

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Stefano Domeniconi
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DIVIETO di USO IMPIANTI RISCALMENTO A BIOMASSE: cerchiamo di fare chiarezza!

Art. 26, Piano Aria Integrato Regionale Emilia Romagna (PAIR 2020) recita:
"A decorrere dal 1 ottobre 2015 (prorogato al 1 ottobre prossimo), nelle unità immobiliari dotate di sistema multicombustibile ubicate nei Comuni la cui quota altimetrica è inferiore ai 300 m, dal 1 ottobre al 31 marzo di ogni anno, è vietato l’uso di combustibili solidi per riscaldamento domestico negli impianti con efficienza energetica inferiore all’75% e nei focolari aperti o che possono funzionare aperti. "

Considerazioni:
- Innazi tutto, sono esclusi dal divieto quei cittadini utenti che hanno un solo combustibile per riscalmento nella propria abitazione, legna o pellet che sia, e NON utilizzano per il riscaldamento altri combustibili;
- Chi invece fa integrazione termica, classico caminetto in nicchia o stufa ad integrazione dell'impianto termico a gas metano, dovrà dimostrare il rispetto del rendimento del proprio caminetto o stufa, superiore al 75% da scheda tecnica o dichiarazione di conformità.

Ovviamente sono "out" da subito tutti i caminetti "a bocca aperta" (.."o che possono funzionare aperti" affermazione sinceramente non chiarissima), ma anche tra quelli con inserto in nicchia in vetro (che "teoricamente" ...potrebbero funzionale anche aperti..), non è scontato ottenere rendimenti così alti (soprattutto in quelli meno recenti) e, comunque, non è agevole avere il dato di rendimento "certificato dal produttore".

Sembra, quindi, che si vada verso una contingenzione e limitazione delle biomasse combustibili (prima legna e poi pellet), dopo che la legislazione tecnica e fiscale sul risparmio enegetico ne aveva addirittura incetivato l'utilizzo, a causa delle emissioni di particolato in atmosfera che vengono rilasciate dalla combustione.
Sicuramente le stufe a pellet ad alto rendimento avranno vita più lunga, per la natura del combustibile (più facilemnte certificabile) e per i rendimenti molto alti e anch'essi più facilmente verificabili, quindi, seguiremo gli sviluppi.

#energetica
S.D.
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IMPIANTO DI RISCALDAMENTO A PAVIMENTO: COMFORT AMBIENTALE E RISPARMIO ENERGETICO

Quando si acquista o ristruttura casa uno degli aspetti che si deve attentamente valutare è la tipologia dell’impianto di riscaldamento, perchè tale scelta inciderà necessariamente su tre fondamentali aspetti: 1) Il risparmio economico; 2) La sostenibilità ambientale; 3) Il comfort termico per gli abitanti.
Approfondisci su:
www.area52.it/2018/02/05/impianto-riscaldamento-ad-emissione-pavimento-comfort-ambientale-risparm...

#energetica
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IMPIANTO DI RISCALDAMENTO A PAVIMENTO: COMFORT AMBIENTALE E RISPARMIO ENERGETICO

Quando si acquista o ristruttura casa uno degli aspetti che si deve attentamente valutare è la tipologia dell’impianto di riscaldamento, perchè tale scelta inciderà necessariamente su tre fondamentali aspetti: 1) Il risparmio economico; 2) La sostenibilità ambientale; 3) Il comfort termico per gli abitanti.
Approfondisci su:
http://www.area52.it/2018/02/05/impianto-riscaldamento-ad-emissione-pavimento-comfort-ambientale-risparmio-energetico/

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LINEA VITA IN EMILIA ROMAGNA

Linee vita in Emilia Romagna: la normativa
La legge di riferimento generale ad oggi a livello nazionale risulta essere il Testo Unico sulla Sicurezza Dlg.81/2008 con le successive modifiche ed integrazioni.

Per molte attività puntuali che si effettuano tradizionalmente su un tetto quali ispezioni, sostituzione di alcuni elementi del manto di copertura, lavori su antenne, pulizia e manutenzione di impianti fotovoltaici, pulizia delle grondaie, pulizia di camini, ecc. le linee vita sono di fatto il sistema con il miglior rapporto Efficacia/Costi.

Nel 2009 la Regione Emilia Romagna ha approvato la Legge Regionale 2 marzo 2009, n. 2 – Tutela e sicurezza del lavoro nei cantieri edili e di ingegneria civile, che rafforza i concetti espressi nel testo unico dlg. 81/08 in merito all’obbligo di prevedere misure di protezione per “lavori particolarmente pericolosi” successivi alla realizzazione dell’opera, consentendo ai comuni di intervenire sui regolamenti urbanistici ed edilizi (sostanzialmente subordinando il rilascio di titoli di abitabilità ed agibilità alla presenza di linee vita sul tetto) e delegando prescrizioni più dettagliate a disposizioni successive.

Nel 2013 è stato approvato l’atto 149/2013 “Atto di indirizzo e coordinamento per la prevenzione delle cadute dall’alto nei lavori in quota nei cantieri edili e di ingegneria civile, ai sensi dell’art. 6 della L.R. 2 marzo 2009, n. 2; dell’articolo 16 della legge regionale 24 marzo 2000, n. 20”.

L’atto è corredato di un allegato che rappresenta di fatto il primo regolamento tecnico per le linee vita in Emilia Romagna.

Il regolamento è stato aggiornato nel 2015 con la versione attualmente in vigore: Deliberazione della giunta regionale 15 giugno 2015, N. 699: Approvazione nuovo “Atto di indirizzo e coordinamento per la prevenzione delle cadute dall’alto nei lavori in quota nei cantieri edili e di ingegneria civile”

Quando vi è l'obbligo di installazione di linee vita in Emilia Romagna
Situazioni nelle quali è richiesto il montaggio di un “sistema permanente di ancoraggi”.
- interventi di nuova costruzione;
- interventi sulla copertura degli edifici esistenti subordinati a segnalazione certificata di inizio attività SCIA, o rientranti nell’attività edilizia libera e interventi soggetti a comunicazione;
- interventi sulle facciate di edifici esistenti con FVCM relativi ad almeno una intera facciata vetrata;

Quanto sopra rappresenta il minimo di legge per l'obbligatorietà che, comunque, non esime le responsabilità legate al Proprietario Amministratore qualora avvengano lavorazioni sulla copertura.

Responsabilità del Committente: Proprietario o Amministratore
La diretta responsabilità civile e penale dell’incolumità del lavoratore è del committente: così come per una casa privata questo è da individuarsi nel proprietario (o avente titolo), allo stesso modo per un condominio il committente da individuarsi nella persona dell’Amministratore che, per conto del condominio, svolge la funzione del datore di lavoro nei confronti dell’operatore.

Il Proprietario-Amministratore, inoltre, non è solamente responsabile della presenza delle necessarie misure di sicurezza, ma è pure responsabile del loro corretto utilizzo e funzionamento nonché dell’esecuzione delle verifiche periodiche (annuali nel caso delle linee vita) le quali devono essere attestate dalle relative certificazioni.

Va comunque sottolineato che nel caso vengano svolti lavori in copertura da parte di ditte o lavoratori autonomi, la presenza o meno di un sistema di ancoraggio (linee vita) sulla copertura, aiuta a sgravare le pesanti responsabilità da parte del committente-proprietario-amministratore, il quale deve in ogni caso preoccuparsi delle modalità di lavoro “in sicurezza” da svolgere sulla sua proprietà.

Installare e verificare il corretto funzionamento delle linee vita e degli altri sistema di protezione, quindi, è un’operazione necessaria che può salvare la vita dei lavoratori e, nello stesso tempo, assolve l’obbligo di legge a cui è sottoposto il committente sgravandolo dalle relative responsabilità.

Detrazioni fiscali ed Iva Agevolata
Nel caso in cui l’installazione dei dispositivi anti-caduta avvenga contestualmente ai lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento, ristrutturazione edilizia, sotto contratto di appalto, la fornitura e posa (con relativo elaborato tecnico progettuale) della Linee Vita rientra tra le opere ammesse alla detrazione fiscale e al beneficio dell'Iva agevolata.

Geom. Stefano Domeniconi
Ing. Lorenzo Tombini

#sicurezza #lineevita
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LINEA VITA IN EMILIA ROMAGNA

Linee vita in Emilia Romagna: la normativa
La legge di riferimento generale ad oggi a livello nazionale risulta essere il Testo Unico sulla Sicurezza  Dlg.81/2008 con le successive modifiche ed integrazioni.

Per molte attività puntuali che si effettuano tradizionalmente su un tetto quali ispezioni, sostituzione di alcuni elementi del manto di copertura, lavori su antenne, pulizia e manutenzione di impianti fotovoltaici, pulizia delle grondaie, pulizia di camini, ecc. le linee vita sono di fatto il sistema con il miglior rapporto Efficacia/Costi.

Nel 2009 la Regione Emilia Romagna ha approvato la Legge Regionale 2 marzo 2009, n. 2 – Tutela e sicurezza del lavoro nei cantieri edili e di ingegneria civile, che rafforza i concetti espressi nel testo unico dlg. 81/08 in merito all’obbligo di prevedere misure di protezione per  “lavori particolarmente pericolosi” successivi alla realizzazione dell’opera, consentendo ai comuni di intervenire sui regolamenti urbanistici ed edilizi (sostanzialmente subordinando il rilascio di titoli di abitabilità ed agibilità alla presenza di linee vita sul tetto) e delegando prescrizioni più dettagliate a disposizioni successive.

Nel 2013 è stato approvato l’atto 149/2013  “Atto di indirizzo e coordinamento per la prevenzione delle cadute dall’alto nei lavori in quota nei cantieri edili e di ingegneria civile, ai sensi dell’art. 6 della L.R. 2 marzo 2009, n. 2; dell’articolo 16 della legge regionale 24 marzo 2000, n. 20”.

L’atto è corredato di un allegato che rappresenta di fatto il primo regolamento tecnico per le linee vita in Emilia Romagna.

Il regolamento è stato aggiornato nel 2015 con la versione attualmente in vigore: Deliberazione della giunta regionale 15 giugno 2015, N. 699:  Approvazione nuovo “Atto di indirizzo e coordinamento per la prevenzione delle cadute dall’alto nei lavori in quota nei cantieri edili e di ingegneria civile”

Quando vi è lobbligo di installazione di linee vita in Emilia Romagna
Situazioni nelle quali è richiesto il montaggio di un “sistema permanente di ancoraggi”.
- interventi di nuova costruzione;
- interventi sulla copertura degli edifici esistenti subordinati a segnalazione certificata di inizio attività SCIA, o rientranti nell’attività edilizia libera e interventi soggetti a comunicazione;
- interventi sulle facciate di edifici esistenti con FVCM relativi ad almeno una intera facciata vetrata;

Quanto sopra rappresenta il minimo di legge per lobbligatorietà che, comunque, non esime le responsabilità legate al Proprietario Amministratore qualora avvengano lavorazioni sulla copertura.

Responsabilità del Committente: Proprietario o Amministratore
La diretta responsabilità civile e penale dell’incolumità del lavoratore è del committente: così come per una casa privata questo è da individuarsi nel proprietario (o avente titolo), allo stesso modo per un condominio il committente da individuarsi nella persona dell’Amministratore che, per conto del condominio, svolge la funzione del datore di lavoro nei confronti dell’operatore. 

Il Proprietario-Amministratore, inoltre, non è solamente responsabile della presenza delle necessarie misure di sicurezza, ma è pure responsabile del loro corretto utilizzo e funzionamento nonché dell’esecuzione delle verifiche periodiche (annuali nel caso delle linee vita) le quali devono essere attestate dalle relative certificazioni.

Va comunque sottolineato che nel caso vengano svolti lavori in copertura da parte di ditte o lavoratori autonomi, la presenza o meno di un sistema di ancoraggio (linee vita) sulla copertura, aiuta a sgravare le pesanti responsabilità da parte del committente-proprietario-amministratore, il quale deve in ogni caso preoccuparsi delle modalità di lavoro “in sicurezza” da svolgere sulla sua proprietà.

Installare e verificare il corretto funzionamento delle linee vita e degli altri sistema di protezione, quindi, è un’operazione necessaria che può salvare la vita dei lavoratori e, nello stesso tempo, assolve l’obbligo di legge a cui è sottoposto il committente sgravandolo dalle relative responsabilità.

Detrazioni fiscali ed Iva Agevolata
Nel caso in cui l’installazione dei dispositivi anti-caduta avvenga contestualmente ai lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento, ristrutturazione edilizia, sotto contratto di appalto, la fornitura e posa (con relativo elaborato tecnico progettuale) della Linee Vita rientra tra le opere ammesse alla detrazione fiscale e al beneficio dellIva agevolata.

Geom. Stefano Domeniconi
Ing. Lorenzo Tombini

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IL RUOLO E LE RESPONSABILITA' DEL COMMITTENTE NEI LAVORI EDILI

Il committente di un lavoro edile ha responsabilità precise in termini di sicurezza nei lavori edili che interessano il proprio immobilie, introdotte nel 1996 (Dlg 494/96), a seguito del recepimento di una direttiva europea.

Tale responsabilità, nonostante siano passati più di 20 anni dalla sua introduzione, non risulta affatto chiara ai potenziali committenti di lavori edili e va precisata in quanto introduce precise responsabilità civili e penali nei loro confronti...

CONTINUA SU:
www.area52.it/2018/03/02/ruolo-le-responsabilita-del-committente-nei-lavori-edili/

#sicurezza

#edilizia
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IL RUOLO E LE RESPONSABILITA DEL COMMITTENTE NEI LAVORI EDILI

Il committente di un lavoro edile ha responsabilità precise in termini di sicurezza nei lavori edili che interessano il proprio immobilie, introdotte nel 1996 (Dlg 494/96), a seguito del recepimento di una direttiva europea.

Tale responsabilità, nonostante siano passati più di 20 anni dalla sua introduzione, non risulta affatto chiara ai potenziali committenti di lavori edili e va precisata in quanto introduce precise responsabilità civili e penali nei loro confronti...

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LE 10 REGOLA PER RISPARMIARE SENZA RINUNCIARE AL COMFORT AMBIENTALE

In questo breve articolo cercheremo di dare alcuni consigli pratici e relativamente semplici per aiutare a riscaldare al meglio le nostre abitazioni, evitando sprechi e brutte sorprese in bolletta (o sanzioni per non aver effettuato le revisioni di legge), per un riscaldamento efficiente che unisca il comfort al risparmio.

1. Effettuare la manutenzione degli impianti
Sia per motivi di sicurezza sia per evitare sanzioni è indispensabile effettuare la manutenzione dell'impianto secondo quanto riportato dal produttore: un impianto ben regolato consuma e inquina meno;
. Chi non effettua la manutenzione del proprio impianto di riscaldamento rischia una sanzione a partire da 500 euro (DPR 74/2013).

2. Controllare e monitorare la temperatura massima degli ambienti
Scaldare troppo la casa fa male alla salute e alle tasche: la normativa consente una temperatura fino a 22 gradi, ma 19 gradi sono mediamente sufficienti a garantire il comfort necessario. Per ogni grado abbassato si risparmia dal 5 al 10% sui consumi di combustibile.

3. Verificare le ore di accensione giornaliere
Il tempo massimo di accensione giornaliero è indicato per legge e cambia a seconda delle 6 zone climatiche in cui è suddivisa l’Italia. Per i comuni in fascia “E”, ad esempio, è consentito fino a un massimo di 14 ore, dal 15 ottobre al 15 aprile.

4. Installare pannelli riflettenti tra muro e termosifone
È un soluzione semplice, ma molto efficace per ridurre le dispersioni di calore.

5. Schermare le finestre durante la notte
Chiudendo sistematicamente persiane e tapparelle riducono le dispersioni di calore verso l’esterno.

6. Fare il check-up alla propria casa
L’isolamento termico delle pareti esterne, dei solai di copertura e delle finestre dell’edificio è un aspetto estremante importate, strategico per il risparmio energetico a sistema di una abitazione: se la costruzione è stata completata prima del 2008, sicuramente non rispetta le attuali normative sul contenimento dei consumi energetici ed è necessario valutare un intervento strutturale affidandosi ad un tecnico esperto in diagnosi energetica. Si possono ottenere sostanziali riduzioni di consumi energetici, migliorando al contempo il comfort ambientale (vedi altro articolo) potendo, inoltre, usufruire degli incentivi fiscali, ammortizzando in pochi anni i costi di intervento.

7. Impianti di riscaldamento innovativi
Se l’impianto ha più di 15 anni, è necessario valutarne la sostituzione ad esempio con le nuove caldaie a condensazione o a biomasse, con pompe di calore, o con impianti integrati dove la caldaia è alimentata con acqua preriscaldata da un impianto solare termico e/o da una pompa di calore alimentata con un impianto fotovoltaico. Anche in questo caso si può usufruire degli incentivi fiscali, ammortizzando in pochi anni l'intervento.

8. Evitare ostacoli ai termosifoni e lunghi ricambi d'aria
Collocare tende o mobili davanti ai termosifoni o usare i radiatori come asciuga biancheria disperde calore ed è fonte di sprechi. Inoltre attenzione a non lasciare troppo a lungo le finestre aperte: per rinnovare l’aria in una stanza bastano pochi minuti e si evitano inutili dispersioni di calore.

9. Installare i crono-termostati
Un aiuto al risparmio arriva dai moderni dispositivi elettronici che consentono di regolare temperatura e tempo di accensione in modo da mantenere l’impianto in funzione solo quando si è in casa. Inoltre esistono sistemi di controllo dell'impianto che permettono una programmazione e un controllo remoto da smart-phone e che consentono quindi di gestire l'impianto in maniera efficace.

10. Applicare valvole termostatiche
Queste apparecchiature servono a regolare il flusso dell’acqua calda nei termosifoni, consentendo di mantenere costante la temperatura impostata e concentrare il calore negli ambienti più frequentati. Inoltre, permettono di evitare sprechi abbattendo i costi in bolletta fino al 20%. Le termovalvole usufruiscono di una detrazione fiscale del 50% se installate durante una semplice ristrutturazione edilizia o del 65% per interventi di efficientamento energetico e/o per la sostituzione di una vecchia caldaia con una ad alta efficienza. Il Dlgs 102/2014 ne ha reso obbligatoria l’installazione per condomìni ed edifici polifunzionali. I termini per mettersi in regola ed evitare sanzioni amministrative sono scaduti il 30 giugno 2017

Lo Studio di Progettazione Area52, attraverso i propri esperti, è in grado di offrire una consulenza personalizzata di efficientamento energetico della vostra abitazione, anche con controlli di tipo diagnostico non distruttivo, al fine di programmare interventi strategici all'involucro e agli impianti operando quadro economico di intervento con ammortamento programmato degli interventi.

#energetica
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LE 10 REGOLA PER RISPARMIARE SENZA RINUNCIARE AL COMFORT AMBIENTALE

In questo breve articolo cercheremo di dare alcuni consigli pratici e relativamente semplici per aiutare a riscaldare al meglio le nostre abitazioni, evitando sprechi e brutte sorprese in bolletta (o sanzioni per non aver effettuato le revisioni di legge), per un riscaldamento efficiente che unisca il comfort al risparmio.

1. Effettuare la manutenzione degli impianti
Sia per motivi di sicurezza sia per evitare sanzioni è indispensabile effettuare la manutenzione dellimpianto secondo quanto riportato dal produttore: un impianto ben regolato consuma e inquina meno;
. Chi non effettua la manutenzione del proprio impianto di riscaldamento rischia una sanzione a partire da 500 euro (DPR 74/2013).

2. Controllare e monitorare la temperatura massima degli ambienti
Scaldare troppo la casa fa male alla salute e alle tasche: la normativa consente una temperatura fino a 22 gradi, ma 19 gradi sono mediamente sufficienti a garantire il comfort necessario. Per ogni grado abbassato si risparmia dal 5 al 10% sui consumi di combustibile.

3. Verificare le ore di accensione giornaliere
Il tempo massimo di accensione giornaliero è indicato per legge e cambia a seconda delle 6 zone climatiche in cui è suddivisa l’Italia. Per i comuni in fascia “E”, ad esempio, è consentito fino a un massimo di 14 ore, dal 15 ottobre al 15 aprile.

4. Installare pannelli riflettenti tra muro e termosifone
È un soluzione semplice, ma molto efficace per ridurre le dispersioni di calore.

5. Schermare le finestre durante la notte
Chiudendo sistematicamente persiane e tapparelle riducono le dispersioni di calore verso l’esterno.

6. Fare il check-up alla propria casa
L’isolamento termico delle pareti esterne, dei solai di copertura e delle finestre dell’edificio è un aspetto estremante importate, strategico per il risparmio energetico a sistema di una abitazione: se la costruzione è stata completata prima del 2008, sicuramente non rispetta le attuali normative sul contenimento dei consumi energetici ed è necessario valutare un intervento strutturale affidandosi ad un tecnico esperto in diagnosi energetica. Si possono ottenere sostanziali riduzioni di consumi energetici, migliorando al contempo il comfort ambientale (vedi altro articolo) potendo, inoltre, usufruire degli incentivi fiscali, ammortizzando in pochi anni i costi di intervento.

7. Impianti di riscaldamento innovativi
Se l’impianto ha più di 15 anni, è necessario valutarne la sostituzione ad esempio con le nuove caldaie a condensazione o a biomasse, con pompe di calore, o con impianti integrati dove la caldaia è alimentata con acqua preriscaldata da un impianto solare termico e/o da una pompa di calore alimentata con un impianto fotovoltaico. Anche in questo caso si può usufruire degli incentivi fiscali, ammortizzando in pochi anni lintervento.

8. Evitare ostacoli ai termosifoni e lunghi ricambi daria
Collocare tende o mobili davanti ai termosifoni o usare i radiatori come asciuga biancheria disperde calore ed è fonte di sprechi. Inoltre attenzione a non lasciare troppo a lungo le finestre aperte: per rinnovare l’aria in una stanza bastano pochi minuti e si evitano inutili dispersioni di calore.

9. Installare  i crono-termostati
Un aiuto al risparmio arriva dai moderni dispositivi elettronici che consentono di regolare temperatura e tempo di accensione in modo da mantenere l’impianto in funzione solo quando si è in casa. Inoltre esistono sistemi di controllo dellimpianto che permettono una programmazione e un controllo remoto da smart-phone e che consentono quindi di gestire limpianto in maniera efficace.

10. Applicare valvole termostatiche
Queste apparecchiature servono a regolare il flusso dell’acqua calda nei termosifoni, consentendo di mantenere costante la temperatura impostata e   concentrare il calore negli ambienti più frequentati. Inoltre, permettono di evitare sprechi abbattendo i costi in bolletta fino al 20%. Le termovalvole usufruiscono di una detrazione fiscale del 50% se installate  durante una semplice ristrutturazione edilizia o del 65% per interventi di efficientamento energetico e/o per la sostituzione di una vecchia caldaia con una ad alta efficienza. Il Dlgs 102/2014 ne ha reso obbligatoria l’installazione per condomìni ed edifici polifunzionali. I termini per mettersi in regola ed evitare sanzioni amministrative sono scaduti il 30 giugno 2017

Lo Studio di Progettazione Area52, attraverso i propri esperti, è in grado di offrire una consulenza personalizzata di efficientamento energetico della vostra abitazione, anche con controlli di tipo diagnostico non distruttivo, al fine di programmare interventi strategici allinvolucro e agli impianti operando quadro economico di intervento con ammortamento programmato degli interventi.

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Detrazioni Fiscali per Opere di Ristrutturazione (3° Puntata Finale): Per quali lavori spettano le agevolazioni?

I lavori sulle unità immobiliari residenziali e sugli edifici residenziali per i quali spetta l’agevolazione fiscale sono i seguenti.

A. Gli interventi indicati alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia), effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali. Si tratta degli interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia.

B. Gli interventi elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 (manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia), effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze.
Gli interventi di manutenzione ordinaria (vedi l’apposito paragrafo) sono quindi ammessi all’agevolazione solo se riguardano parti comuni di edifici residenziali.

C. Gli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se detti lavori non rientrano nelle categorie indicate nelle precedenti lettere A e B e a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza.

D. Gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune.

E. I lavori finalizzati
- all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi a oggetto ascensori e montacarichi (per esempio, la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione);
- alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap gravi, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104/1992.
La detrazione compete unicamente per le spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili, mentre non spetta per le spese sostenute in relazione al semplice acquisto di strumenti, anche se diretti a favorire la comunicazione e la mobilità interna ed esterna.
Pertanto, a titolo di esempio, non rientrano nell’agevolazione i telefoni a viva voce, gli schermi a tocco, i computer, le tastiere espanse. Tali beni, tuttavia, sono inquadrabili nella categoria dei sussidi tecnici e informatici per i quali, a determinate condizioni, è prevista la detrazione Irpef del 19%.

F. Interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi. Per “atti illeciti” si intendono quelli penalmente illeciti (per esempio, furto,
aggressione, sequestro di persona e ogni altro reato la cui realizzazione comporti la lesione di diritti giuridicamente protetti).
In questi casi, la detrazione è applicabile unicamente alle spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili. Non rientra nell’agevolazione, per esempio, il contratto stipulato con un istituto di vigilanza.
A titolo esemplificativo, rientrano tra queste misure:
- rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici
- apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione
- porte blindate o rinforzate
- apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini
- installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti
- apposizione di saracinesche
- tapparelle metalliche con bloccaggi
- vetri antisfondamento
- casseforti a muro
- fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati
- apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline.

G. Gli interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico.

H. Gli interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici, con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia. Rientra tra i lavori agevolabili, per esempio, l’installazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, in quanto basato sull’impiego della fonte solare e, quindi, sull’impiego di fonti rinnovabili di energia (risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 22/E del 2 aprile 2013).
Per usufruire della detrazione è comunque necessario che l’impianto sia installato per far fronte ai bisogni energetici dell’abitazione (cioè per usi domestici, di illuminazione, alimentazione di apparecchi elettrici, eccetera) e, quindi, che lo stesso sia posto direttamente al servizio dell’abitazione.
Questi interventi possono essere realizzati anche in assenza di opere edilizie propriamente dette, acquisendo idonea documentazione attestante il conseguimento di risparmi energetici in applicazione della normativa vigente in materia.

I. Gli interventi per l’adozione di misure antisismiche con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica. Tali opere devono essere realizzate sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici. Se riguardano i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità
immobiliari.
Sono agevolate, inoltre, le spese necessarie per la redazione della documentazione obbligatoria idonea a comprovare la sicurezza statica del patrimonio edilizio, nonché per la realizzazione degli interventi necessari al rilascio della suddetta documentazione.

J. Gli interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte a evitare gli infortuni domestici.
Con riferimento alla sicurezza domestica, non dà diritto alla detrazione il semplice acquisto, anche a fini sostitutivi, di apparecchiature o elettrodomestici dotati di meccanismi di sicurezza, in quanto tale fattispecie non integra un intervento sugli immobili (per esempio, non spetta alcuna detrazione per l’acquisto di una cucina a spegnimento automatico che sostituisca una tradizionale cucina a gas).
L’agevolazione compete, invece, anche per la semplice riparazione di impianti insicuri realizzati su immobili (per esempio, la sostituzione del tubo del gas o la riparazione di una presa malfunzionante).
Tra le opere agevolabili rientrano:
- l’installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti;
- il montaggio di vetri anti-infortunio
l’installazione del corrimano.

ALTRE SPESE AMMESSE ALL’AGEVOLAZIONE
Oltre alle spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, ai fini della detrazione è possibile considerare anche:
- le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse
- le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento;
- le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del DM 37/2008 - ex legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge 1083/71);
- le spese per l’acquisto dei materiali;
- il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti;
- le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi;
- l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori;
- gli oneri di urbanizzazione;
- gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi nonché agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto n. 41 del 18 febbraio 1998).
Non possono invece ritenersi comprese tra quelle oggetto della detrazione le spese di trasloco e custodia dei mobili per il periodo necessario all’effettuazione degli interventi di recupero edilizio.

Quanto sopra ha solo finalità informative di tipo generale.

Lo Studio di Progettazione AREA52 è a disposizione per analizzare nel dettaglio le singole situazioni e per consigliare il miglior investimento possibile in termini costi/benefici.

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Detrazioni Fiscali per Opere di Ristrutturazione (3° Puntata Finale): Per quali lavori spettano le agevolazioni?

I lavori sulle unità immobiliari residenziali e sugli edifici residenziali per i quali spetta l’agevolazione fiscale sono i seguenti.

A. Gli interventi indicati alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia), effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali. Si tratta degli interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia.

B. Gli interventi elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 (manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia), effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze.
Gli interventi di manutenzione ordinaria (vedi l’apposito paragrafo) sono quindi ammessi all’agevolazione solo se riguardano parti comuni di edifici residenziali.

C. Gli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se detti lavori non rientrano nelle categorie indicate nelle precedenti lettere A e B e a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza.

D. Gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune.

E. I lavori finalizzati
- all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi a oggetto ascensori e montacarichi (per esempio, la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione);
- alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap gravi, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104/1992.
La detrazione compete unicamente per le spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili, mentre non spetta per le spese sostenute in relazione al semplice acquisto di strumenti, anche se diretti a favorire la comunicazione e la mobilità interna ed esterna.
Pertanto, a titolo di esempio, non rientrano nell’agevolazione i telefoni a viva voce, gli schermi a tocco, i computer, le tastiere espanse. Tali beni, tuttavia, sono inquadrabili nella categoria dei sussidi tecnici e informatici per i quali, a determinate condizioni, è prevista la detrazione Irpef del 19%.

F. Interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi. Per “atti illeciti” si intendono quelli penalmente illeciti (per esempio, furto,
aggressione, sequestro di persona e ogni altro reato la cui realizzazione comporti la lesione di diritti giuridicamente protetti).
In questi casi, la detrazione è applicabile unicamente alle spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili. Non rientra nell’agevolazione, per esempio, il contratto stipulato con un istituto di vigilanza.
A titolo esemplificativo, rientrano tra queste misure:
- rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici
- apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione
- porte blindate o rinforzate
- apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini
- installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti
- apposizione di saracinesche
- tapparelle metalliche con bloccaggi
- vetri antisfondamento
- casseforti a muro
- fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati
- apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline.

G. Gli interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico.

H. Gli interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici, con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia. Rientra tra i lavori agevolabili, per esempio, l’installazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, in quanto basato sull’impiego della fonte solare e, quindi, sull’impiego di fonti rinnovabili di energia (risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 22/E del 2 aprile 2013).
Per usufruire della detrazione è comunque necessario che l’impianto sia installato per far fronte ai bisogni energetici dell’abitazione (cioè per usi domestici, di illuminazione, alimentazione di apparecchi elettrici, eccetera) e, quindi, che lo stesso sia posto direttamente al servizio dell’abitazione.
Questi interventi possono essere realizzati anche in assenza di opere edilizie propriamente dette, acquisendo idonea documentazione attestante il conseguimento di risparmi energetici in applicazione della normativa vigente in materia.

I. Gli interventi per l’adozione di misure antisismiche con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica. Tali opere devono essere realizzate sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici. Se riguardano i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità
immobiliari.
Sono agevolate, inoltre, le spese necessarie per la redazione della documentazione obbligatoria idonea a comprovare la sicurezza statica del patrimonio edilizio, nonché per la realizzazione degli interventi necessari al rilascio della suddetta documentazione.

J. Gli interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte a evitare gli infortuni domestici.
Con riferimento alla sicurezza domestica, non dà diritto alla detrazione il semplice acquisto, anche a fini sostitutivi, di apparecchiature o elettrodomestici dotati di meccanismi di sicurezza, in quanto tale fattispecie non integra un intervento sugli immobili (per esempio, non spetta alcuna detrazione per l’acquisto di una cucina a spegnimento automatico che sostituisca una tradizionale cucina a gas).
L’agevolazione compete, invece, anche per la semplice riparazione di impianti insicuri realizzati su immobili (per esempio, la sostituzione del tubo del gas o la riparazione di una presa malfunzionante).
Tra le opere agevolabili rientrano:
- l’installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti;
- il montaggio di vetri anti-infortunio
l’installazione del corrimano.

ALTRE SPESE AMMESSE ALL’AGEVOLAZIONE
Oltre alle spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, ai fini della detrazione è possibile considerare anche:
- le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse
- le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento;
- le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del DM 37/2008 - ex legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge 1083/71);
- le spese per l’acquisto dei materiali;
- il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti;
- le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi;
- l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori;
- gli oneri di urbanizzazione;
- gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi nonché agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto n. 41 del 18 febbraio 1998).
Non possono invece ritenersi comprese tra quelle oggetto della detrazione le spese di trasloco e custodia dei mobili per il periodo necessario all’effettuazione degli interventi di recupero edilizio.

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DETRAZIONI FISCALI PER OPERE DI RISTRUTTURAZIONE: QUELLO CHE BISOGNA SAPERE! (1 Puntata)

Cos'è una Detrazione Fiscale?
Per detrazione fiscale (o d'imposta) si intende un corrispettivo in denaro che è possibile sottrarre direttamente da una imposta e, quindi, ridurre così l'ammontare di quanto effettivamente dovuto allo Stato.
(Da non confondersi con la deduzione fiscale che, invece, è una riduzione della base imponibile ovverosia l'importo su cui calcolare l'imposta).

In sostanza la Detrazione Fiscale viene applicata all'imposta calcolata riducendo quanto effettivamente dovuto; sono quindi denari che rimangono in tasca al contribuente a riduzione dell'imposta: per questa ragione risulta una forma incentivante molto apprezzata in questi anni per gli interventi di Ristrutturazione in quanto fa ottenere un beneficio reale diretto sulle proprie tasche.

RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA E DETRAZIONI FISCALI
È possibile detrarre, quindi, dall’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) una parte degli oneri sostenuti per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali situati nel territorio dello Stato Italiano.

In particolare, i contribuenti possono usufruire, ad oggi fino alla fine del 2017 salvo proroge già certe, delle seguenti detrazioni:
50% delle spese sostenute (bonifici effettuati) dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2017, con un limite massimo di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare;

L’agevolazione può essere richiesta per le spese sostenute nell’anno fiscale, secondo il criterio di cassa, e va suddivisa fra tutti i soggetti che hanno sostenuto la spesa e che hanno diritto alla detrazione.

Il limite di spesa è annuale e riguarda il singolo immobile e le sue pertinenze unitariamente considerate, anche se accatastate separatamente. Gli interventi edilizi effettuati sulla pertinenza non hanno, infatti, un autonomo limite di spesa, ma rientrano nel limite previsto per l’unità abitativa di cui la pertinenza è al servizio.

Se gli interventi realizzati in ciascun anno consistono nella prosecuzione di lavori iniziati in anni precedenti, per determinare il limite massimo delle spese detraibili si deve tenere conto di quelle sostenute nei medesimi anni: si avrà diritto all’agevolazione solo se la spesa per la quale si è già fruito della relativa detrazione non ha superato il limite complessivo previsto.

Per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio, il beneficio compete con riferimento all’anno di effettuazione del bonifico da parte dell’amministrazione del condominio.
In tale ipotesi, la detrazione spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile, a condizione che quest’ultima sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.

La detrazione deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.

Importante!
Ciascun contribuente ha diritto a detrarre annualmente la quota spettante nei limiti dell’Irpef dovuta per l’anno in questione. Non è ammesso il rimborso di somme eccedenti l’imposta.

ESEMPIO
Se la quota annua detraibile è di 1.200 euro e l’Irpef (trattenuta dal sostituto d’imposta o comunque da pagare con la dichiarazione dei redditi) nell’anno in questione ammonta a 1.000 euro, la parte residua della quota annua detraibile (200 euro) non può essere recuperata in alcun modo.
L’importo eccedente, infatti, non può essere richiesto a rimborso né può essere conteggiato in diminuzione dell’imposta dovuta per l’anno successivo.

Nella prossima puntata vedremo chi può usufruire della detrazione!

Stay Tuned!
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DETRAZIONI FISCALI PER OPERE DI RISTRUTTURAZIONE: QUELLO CHE BISOGNA SAPERE!  (1 Puntata)

Cosè una Detrazione Fiscale?
Per detrazione fiscale (o dimposta) si intende un corrispettivo in denaro che è possibile sottrarre direttamente da una imposta e, quindi, ridurre così lammontare di quanto effettivamente dovuto allo Stato.
(Da non confondersi con la deduzione fiscale che, invece, è una riduzione della base imponibile ovverosia limporto su cui calcolare limposta).

In sostanza la Detrazione Fiscale viene applicata allimposta calcolata riducendo quanto effettivamente dovuto; sono quindi denari che rimangono in tasca al contribuente a riduzione dellimposta: per questa ragione risulta una forma incentivante molto apprezzata in questi anni per gli interventi di Ristrutturazione in quanto fa ottenere un beneficio reale diretto sulle proprie tasche.

RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA E DETRAZIONI FISCALI
È possibile detrarre, quindi, dall’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) una parte degli oneri sostenuti per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali situati nel territorio dello Stato Italiano.

In particolare, i contribuenti possono usufruire, ad oggi fino alla fine del 2017 salvo proroge già certe, delle seguenti detrazioni:
50% delle spese sostenute (bonifici effettuati) dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2017, con un limite massimo di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare;

L’agevolazione può essere richiesta per le spese sostenute nell’anno fiscale, secondo il criterio di cassa, e va suddivisa fra tutti i soggetti che hanno sostenuto la spesa e che hanno diritto alla detrazione.

Il limite di spesa è annuale e riguarda il singolo immobile e le sue pertinenze unitariamente considerate, anche se accatastate separatamente. Gli interventi edilizi effettuati sulla pertinenza non hanno, infatti, un autonomo limite di spesa, ma rientrano nel limite previsto per l’unità abitativa di cui la pertinenza è al servizio.

Se gli interventi realizzati in ciascun anno consistono nella prosecuzione di lavori iniziati in anni precedenti, per determinare il limite massimo delle spese detraibili si deve tenere conto di quelle sostenute nei medesimi anni: si avrà diritto all’agevolazione solo se la spesa per la quale si è già fruito della relativa detrazione non ha superato il limite complessivo previsto.

Per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio, il beneficio compete con riferimento all’anno di effettuazione del bonifico da parte dell’amministrazione del condominio.
In tale ipotesi, la detrazione spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile, a condizione che quest’ultima sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi. 

La detrazione deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.

Importante!
Ciascun contribuente ha diritto a detrarre annualmente la quota spettante nei limiti dell’Irpef dovuta per l’anno in questione. Non è ammesso il rimborso di somme eccedenti l’imposta.

ESEMPIO
Se la quota annua detraibile è di 1.200 euro e l’Irpef (trattenuta dal sostituto d’imposta o comunque da pagare con la dichiarazione dei redditi) nell’anno in questione ammonta a 1.000 euro, la parte residua della quota annua detraibile (200 euro) non può essere recuperata in alcun modo.
L’importo eccedente, infatti, non può essere richiesto a rimborso né può essere conteggiato in diminuzione dell’imposta dovuta per l’anno successivo.

Nella prossima puntata vedremo chi può usufruire della detrazione!

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CONFORMITA' URBANISTICA IMMOBILIARIE: LA TUA CASA E' CONFORME?

Ogni immobile è legittimato e reso conforme alla normativa edilizia con un progetto depositato presso il comune in cui è stato realizzato.

Conoscere la conformità edilizia e urbanistica è una informazione necessaria in caso di compra-vendita, richiesta di un mutui, stime ed altre situazioni in cui risulta importante essere certi della compra-vendibilità dell'immobile e del suo valore di mercato e, comunque, nei casi in cui si possa dubitare della “bontà” del manufatto che si possiede.

In estrema sintesi e semplificando al massimo, la corrispondenza tra il progetto depositato in comune e lo stato di fatto reale definisce o meno la regolarità urbanistico-edilizia dell'immobile.

Ogni immobile, per essere realizzato o modificato, deve essere autorizzato da un procedimento amministrativo denominato Titolo Abilitativo.
La normativa di riferimento fondamentale per l'Italia è attualmente il Testo Unico dell'Edilizia DPR 380/01 e per la regione Emilia Romagna e la Legge Regionale 15/2013 e s.m.i. 23/2004 e s.m.i.

I titolo abilitativi fondamentali con cui può essere autorizzato un edificio sono stati diversi negli anni:
Abbiamo per prima la Licenza Edilizia: dal 1942 con la Legge 1150; poi la Concessione Edilizia: dal 1977 con la Legge 10/77; ed il Permesso di Costruire: dal 2003 con il TUE DPR 380/01.
Sono stati introdotti, poi sempre dal TUE Dpr 380/01 anche in edilizia dei Titoli Abilitativi completamente asseverati dal professionista abilitato, DIA e SCIA (oltre a CIL e CILA più recenti), che agisce in qualità di pubblico ufficiale.

I Condoni Edilizi “concorrono o determinano” anch'essi a rendere un immobile regolare dal punto di vista urbanistico-edilizio. I condoni sino ad ora sono stati tre: nel 1985, nel 1994, nel 2003.

Per immobili precedenti al 1942 si considera, tipicamente, come legittimità urbanistica la planimetria catastale d'impianto del 1939-1940 ma ci possono essere anche altre modalità, in funzione del comune e della regione in cui è realizzato l'immobile.

Di norma le responsabilità collegate alla conformità urbanistica in caso di compravendita non sono a carico del notaio (come erroneamente si potrebbe pensare) ma, bensì, del venditore, che per tutelarsi può affidare la redazione di una analisi di conformità ad un Tecnico abilitato.
Il Tecnico abilitato, può o non può, attestarne al conformità al/ai progetto/i presentato/i in base ad una analisi tecnica che può avere diversi livelli complessità in funzione della “storia” dell'immobile e questa analisi ha spesso possibili ricadute sul valore del medesimo.

E', quindi, importante impostare una analisi tecnica per determinare la conformità urbanistica ed edilizia di un bene immobile che comprenda accessi agli atti comunali, sopralluoghi, misurazioni e comparazioni.

Il consiglio è, quindi, di diffidare da analisi fatte via internet o da valutazioni superficiali senza sopralluoghi e di affidarsi, invece, ad un tecnico abilitato che possa certificare la propria competenza professionale in materia.

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#urbanistica
#edilizia
#compravendita
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CONFORMITA URBANISTICA IMMOBILIARIE: LA TUA CASA E CONFORME?

Ogni immobile è legittimato e reso conforme alla normativa edilizia con un progetto depositato presso il comune in cui è stato realizzato.

Conoscere la conformità edilizia e urbanistica è una informazione necessaria in caso di compra-vendita, richiesta di un mutui, stime ed altre situazioni in cui risulta importante essere certi della compra-vendibilità dellimmobile e del suo valore di mercato e, comunque, nei casi in cui si possa dubitare della “bontà” del manufatto che si possiede.

In estrema sintesi e semplificando al massimo, la corrispondenza tra il progetto depositato in comune e lo stato di fatto reale definisce o meno la regolarità urbanistico-edilizia dellimmobile.

Ogni immobile, per essere realizzato o modificato, deve essere autorizzato da un procedimento amministrativo denominato Titolo Abilitativo. 
La normativa di riferimento fondamentale per lItalia è attualmente il Testo Unico dellEdilizia DPR 380/01 e per la regione Emilia Romagna e la Legge Regionale 15/2013 e s.m.i. 23/2004 e s.m.i.

I titolo abilitativi fondamentali con cui può essere autorizzato un edificio sono stati diversi negli anni:
Abbiamo per prima la Licenza Edilizia: dal 1942 con la Legge 1150; poi la Concessione Edilizia: dal 1977 con la Legge 10/77; ed il  Permesso di Costruire: dal 2003 con il TUE DPR 380/01.
Sono stati introdotti, poi sempre dal TUE Dpr 380/01 anche in edilizia dei Titoli Abilitativi completamente asseverati dal professionista abilitato, DIA e SCIA (oltre a CIL e CILA più recenti), che agisce in qualità di pubblico ufficiale.

I Condoni Edilizi “concorrono o determinano” anchessi a rendere un immobile regolare dal punto di vista urbanistico-edilizio. I condoni sino ad ora sono stati tre: nel 1985, nel 1994, nel 2003.

Per immobili precedenti al 1942 si considera, tipicamente, come legittimità urbanistica la planimetria catastale dimpianto del 1939-1940 ma ci possono essere anche altre modalità, in funzione del comune e della regione in cui è realizzato limmobile.

Di norma le responsabilità collegate alla conformità urbanistica in caso di compravendita non sono a carico del notaio (come erroneamente si potrebbe pensare) ma, bensì, del venditore, che per tutelarsi può affidare la redazione di una analisi di conformità ad un Tecnico abilitato.
Il Tecnico abilitato, può o non può, attestarne al conformità al/ai progetto/i presentato/i in base ad una analisi tecnica che può avere diversi livelli complessità in funzione della “storia” dellimmobile e questa analisi ha spesso possibili ricadute sul valore del medesimo.

E, quindi, importante impostare una analisi tecnica per determinare la conformità urbanistica ed edilizia di un bene immobile che comprenda accessi agli atti comunali, sopralluoghi, misurazioni e comparazioni.

Il consiglio è, quindi, di diffidare da analisi fatte via internet o da valutazioni superficiali senza sopralluoghi e di affidarsi, invece, ad un tecnico abilitato che possa certificare la propria competenza professionale in materia.

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